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sabato 24 settembre 2016

Pensieri di settembre...

Le sei di mattina e il sole stenta a sorgere tra la rugiada e il velo di nebbia fine che ricama i campi. È così morbida la luce tra i riflessi rossi che screziano le nuvole. Il rumore della vespa inconfondibile spezza il silenzio della notte che si allontana. Viaggio ...è il mese di settembre e i pensieri confusi si accavallano pensando al lungo autunno che mi accompagnerà in questa nuova avventura.  Sogno ad occhi aperti mentre guido e provo ad immaginare l'inizio della prossima estate senza esitare ad immaginare il grigio inverno che mi attende. Qualcosa è  cambiato, ma molto ancora deve essere scritto in questa vita che riserva ogni giorno una sorpresa. Continuerò il mio terzo romanzo nel tempo che avrò disponibile... qualcuno di voi forse avrà la voglia e la pazienza di aspettare , abbiamo tempo per aspettare e godere dell' attesa.

mercoledì 7 settembre 2016

... a tirar le somme...



La vita è così strana, le aspettative, i sogni, quello che ti da e quello che si porta via. A volte è così complicato che varrebbe la pena fregarsene di tutto e tutti, ma non è così facile. Quando arrivi a calcolare tre, quattro decadi, ogni tanto tiri le somme e se finisci in pareggio devi ritenerti fortunato.
Basterebbe così poco, un luogo, un sogno, un abbraccio, un sorriso, un viaggio, per rendere tutto così piacevolmente delicato e morbido. 
Ci sono momenti che durano così a lungo che il tempo sembra non bastare mai e altri in cui accorciarlo, sarebbe un sollievo. più passa il tempo e più restiamo isole circondate dal mare dell'indifferenza, ognuno per se... anche se si ha una famiglia. Siamo tutti sempre stanchi, indaffarati a fare più di quello che dovremmo fare per vivere, così presi ad ottenere spazio e cose, da poter riempire sempre di più, questo nostro mondo e i nostri stanchi pensieri.
E mentre ci arrampichiamo nella società o semplicemente nuotiamo per restare a galla, una pianta muore e la foresta arretra, il deserto avanza e i fiumi si seccano inaridiscono le pianure e il rinoceronte nero si estingue nel più assoluto silenzio, così come lo fece l'ultimo degli esemplari di stambecco dei pirenei, trovato morto sotto un albero, ultimo della sua specie. Così come tristemente le ultime tre tigri di Giava nei lontani anni 70 restarono in silenzio a guardare il tramonto sulla loro lunga esistenza.. Restiamo solo noi ingordi, avidi, con i nostri problemi di banda larga, di reality TV, di politica corrotta, di sentimenti bruciati, noi a soffrire di solitudine per un amore perso, polemici per un pensiero non condiviso. Restiamo qui a trovare una scusa per ogni cosa e una giustificazione per ogni atto. Certo "la vita è dura nei dettagli" (cit.), ma nel complesso c'è di peggio, eppure basterebbe così poco, per me, per voi, per questo piccolo fagiolo blu che galleggia nel vuoto dello spazio.


lunedì 6 giugno 2016

Vortice di pensieri... continua...


...Continua...

I giorni trascorrevano caldi e lenti, come ogni estate.
La scuola era appena finita e una strana sensazione pervadeva l’animo di Ralph, si sentiva come se le giornate fossero eternamente lunghe, con quell’inebriante piacere di dormire fino alle nove del mattino e poi ritrovarsi a trascorrere le lunghe ore della giornata come se non finisse mai.
Le giornate d’estate erano tutte così , piene di luce, l’aria calda riempiva ogni spazio, spesso talmente calda che Ralph si sentiva soffocare, ma allo stesso tempo quella sensazione lo riempiva di felicità, come quella sensazione di dolore quasi piacevole, che ti fa sentire vivo e godere a pieno delle sensazioni della vita.
Più di tre mesi da trascorrete tra un tuffo al fiume, le corse nei prati e l’ascoltare i suoni della notte masticando un rametto verde di foglie di robinia, questo gli sarebbe spettato nelle settimane a venire.
Ralph benché fosse solo un bambino sapeva dentro di se che avrebbe rimpianto queste estati, questi momenti cosi pieni di inebriante felicità, momenti che sarebbero stati irripetibili e molto probabilmente, difficilmente eguagliabili.
Raramente Ralph tornava in città, troppo costoso prendere il torpedone tutti i giorni e troppo calda la città per trascorrerci le giornate, ma avrebbe voluto tornarci per provare  a rivedere quel ragazzino che lo aveva così colpito, era curioso, forse nemmeno lui sapeva perchè.
In realtà Ralph avrebbe voluto sentirsi dire grazie e girare con la testa alta e il petto all'infuori per il gesto che aveva fatto, avrebbe voluto sentirsi dire grazie e pavoneggiarsi un po’.
Non sarebbe mancata occasione di tornare in città, ma ora, i primi giorni di vacanza erano così dolcemente inebrianti, erano così tante le cose che Ralph avrebbe voluto fare in quei primi giorni, così tante da perdersi confusamente a fare niente tutto il giorno, se non giocare con la vita.
E le giornate trascorrevano dolci e liete, masticando le foglie di robinia seduto a gambe incrociate sul dondolo sotto il portico, tra il cigolio della catena e il sussurrare del vento tra le persiane aperte.
Dopo mangiato Ralph si coricava sul letto, la finestra aperta, le persiane socchiuse e la tenda bianca con il bordo in pizzo ricamato che dondolava cullata da vento caldo.

Restava per delle ore a fissare il soffitto, fantasticando, volando con i pensieri e la fantasia oltre i confini del mondo reale, attraverso gli spazi e i mondi infiniti che uno ad uno si generavano nella sua testa come un vortice che risucchiava il tempo, lo spazio, i sogni.

Continua

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Vortice di pensieri. Massimo Ginestri ©