mercoledì 8 giugno 2016

V.d.P. .. continua... e cresce la curiosità...


...Continua....

Certo l’idea di andare in città non era poi così strana, del resto ogni giorno durante l’apertura delle scuole era per lui andare in città, la normale quotidianità, ma l’idea di doverci andare a piedi o prendendo in prestito la vecchia bicicletta del nonno, era un’idea che lo metteva in agitazione e in apprensione.
La sera precedente il giorno prefissato fu particolarmente agitato, si preparò lo zainetto che usava per i libri di scuola riempiendolo con una maglietta di ricambio, un piccolo coltellino multiuso, inseparabile compagno di ogni avventura, una matita con il blocchetto per gli appunti, una borraccia d’acqua piena.
Prese la vecchia borraccia che suo nonno aveva usato durante la guerra, era terrorizzato dal fatto che lo venisse a scoprire, non era uomo da far passare indenni certe azioni, del resto chiedergliela sarebbe stato inutile, la risposta ovviamente sarebbe stata un secco no.
Per quanto riguardava il pranzo, ci avrebbe pensato la mattina presto, preparandosi un bel panino senza farsi troppo notare.
Preparò i pantaloncini e la maglietta ben piegati sulla sedia della cameretta e prese qualche moneta dalla propria scorta, un piccolo tesoro fatto di centesimi e monete, messi via piano, piano, dal resto della paghetta settimanale che gli avanzava e dagli spiccioli che la mamma gli dava per prendere il torpedone.
Ralph quella notte pensò al tragitto da fare, alle strade che avrebbe dovuto percorrere per evitare la trafficata e pericolosa statale in un giorno lavorativo,  al momento in cui uscendo di casa la mattina presto avrebbe dovuto trafugare la bicicletta dalla stalla, al modo di evitare che Bear lo seguisse fino in città.
Già, Bear poteva essere un problema, quel pensiero non lo fece dormire fino a notte fonda, fu allora che decise di scendere in cortile, facendo attenzione a non fare troppo rumore scendendo le scale, per prendere Bear per il guinzaglio, accompagnarlo fino in cuccia e legarlo alla catena.
Mestamente il cane mise la coda fra le gambe e piegò le orecchie, Ralph non ne  fu contento ma guardandolo negli occhi cercò di far capire al suo fedele compagno che la missione necessitava di un sacrificio da parte di tutti, quello di Bear era di passare la notte e il giorno legato alla catena.
Tornò in camera triste, ma sereno e fiero di aver trovato la soluzione a questo spiacevole inconveniente.
La finestra della camera di Ralph dava a sud, rivolta verso i campi coltivati a foraggio, il profumo del fieno era inebriante, la luce delle stelle affievolita da un piccolo quarto di luna  rischiarava la fila di alberi che delimitavano i campi più lontani, sul limitare del bosco.
Canti di grilli cullavano serenamente il suo sonno mentre i cuculi cantavano  alla notte serena, preludio di buon auspicio al giorno che sarebbe arrivato di li a poco.
L’aria notturna rinfrescava un poco, i primi giorni dell’estate spesso Ralph era costretto a chiudere le finestre, ma non quella notte, quella fu una notte pervasa da un lieto tepore che rese il sonno di Ralph ancora più profondo.
La mattina ha l’oro in bocca e quella mattina il sole sorgendo senza la benché minima nuvola all’orizzonte, riempì in breve tempo la stanza di luce, dapprima una luce orange, poi lentamente giallo oro.
Ralph aprì gli occhi di colpo e il primo pensiero che balenò nella sua mente fu di essere in ritardo, ma non lo era, anzi era talmente presto che nemmeno il gallo aveva cominciato a cantare, forse troppo assonnato dalla splendida notte precedente.
Ralph si vestì rapido e silenzioso, mise lo zaino su una spalla, raccolse le monete da sopra il comodino e si chiuse molto lentamente la porta dietro di se, facendo attenzione a non far scattare la maniglia.
Scese giù per le scale, l’eccitazione era palpabile nell’aria,  i raggi del sole a stento filtravano tra le imposte semichiuse, disegnano angoli di luci ed ombre contro le pareti.
In cucina aprì il frigorifero, una sorsata di latte dalla bottiglia, dal piatto sul terzo ripiano prese una fettina di carne panata con cui imbottì due fette di pane bianco.
Prese dal cassetto un tovagliolo e lo avvolse delicatamente, lo mise dentro lo zaino, poi uscì lentamente di casa.
Ralph si fermò sull’uscio, Bear era nella cuccia assonnato, forse più del gallo, anche lui narcotizzato dalla lieta notte, si guardò intorno e fece un bel respiro a pieni polmoni, era agitato, tanto che la testa inebriata lo faceva quasi barcollare.
Si diresse a passo svelto verso la stalla, aprì il portone , il cigolio delle vecchie cerniere fece scantare l’assonnato Bear che alzò la testa da dentro la cuccia, per sbirciare da dove venisse il rumore, fu questione di un istante e si rimise a pisolare.
Ralph prese la bicicletta e la spinse rapidamente tra il rumoreggiare delle gomme sul selciato e il tintinnare della catena fino alla stradina che dal cortile portava sulla strada.
Qualche passo di corsa, poi con un balzo saltò sui pedali e tra un rapido ondeggiare della bici cominciò a pedalare velocemente.
Si sentiva euforico, eccitato, a tal punto che avrebbe voluto gridare, ma si trattenne per paura di essere scoperto, sarebbe tornato a casa per l’ora di pranzo, senza che nessuno venisse a saperlo.

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Vortice di pensieri. Massimo Ginestri ©